Scrivere SEO friendly nel 2018, un’arte per duri e puri

22 giugno 2018|Copywriting & Co.

Ricordo il mio primo lavoro di scrittura SEO friendly come fosse ieri. Mi era costato giorni e giorni di ricerca e studio delle parole chiave e dell’argomento da trattare.

“Hai ripetuto la keyword 14 volte nell’articolo tra cui in tutti i titoli.
Non si fa più così dal 2006”

Così mi rispose secco il SEO specialist che si era preso l’onere di farmi formazione. Quel SEO specialist, tra l’altro, era nientepopodimeno che l’ottimo Jonathan Pochini. Quello che per me rappresentava il simbolo del nomade digitale (colpa di questa intervista qui), in un solo istante si era trasformato nella quintessenza di una mia grande figura di m*.

Sbam. Fallimento totale, imbarazzo, pessimismo e fastidio: così inauguravo la mia penna digitale.
Ma ripensando oggi a quel messaggio, in realtà, ci ritrovo tre dei concetti chiave che hanno segnato in maniera indelebile il mio lavoro di SEO copywriter:

  • ciò che è rilevante per un motore di ricerca lo è anche per il lettore;
  • le keyword (e in generale la SEO) sono uno strumento, non il fine ultimo;
  • studia Nina, studia: l’ottimizzazione dei contenuti non è una scienza esatta, ed è in continua evoluzione.

Io c’ero, quando nel 2006 la cosiddetta “keyword stuffing” andava davvero alla grande. Le parole chiave venivano infilate con generosità in ogni angolo possibile delle pagine web, anche dove non avrebbero dovuto esserci. Ricordo keyword inserite nella prima e nell’ultima riga di codice e colorate della stessa tonalità dello sfondo, così da nascondersi agli occhi dei lettori, ma non a Google.
A pensarci oggi, mi viene da sorridere. Era piuttosto facile, all’epoca, finire in prima pagina. Ma i tempi cambiano e, con essi, anche l’ottimizzazione per i motori di ricerca.

usare keyword SEO friendly

DI SCRITTURA SEO, SCARPE BLU E CENTRI COMMERCIALI

Oggi scrivere contenuti “SEO friendly” significa sempre più realizzare contenuti di valore, capaci di dare la migliore risposta possibile alle esigenze dei nostri lettori.
(NdR: esigenze che, a volte, sono difficili da far capire ai clienti, quelli che commissionano l’articolo. Piccolo sfogo di una piccola SEO copywriter.)

Gli anni passati dietro ai piani di marketing dei centri commerciali mi hanno insegnato tanto sulla comunicazione, compresa quella del world wide web. Ma cosa c’entra la SEO con gli shopping center?

Sei in un centro commerciale, e stai cercando un calzolaio per risuolare le tue bellissime scarpe rosse. Subito davanti ai tuoi occhi ti ritrovi un enorme, sfavillante negozio di abbigliamento. La sua immensa vetrina recita “Siamo il negozio numero 1 nella vendita di scarpe rosse – e non solo”, mentre una commessa all’ingresso ti urla “Ehi, vieni a provare il miglior deodorante per scarpe rosse!”.

Se hai tempo, magari, potresti decidere di entrare e dare un’occhiata veloce. Ma tu sei lì per una ragione ben diversa: devi far risuolare le tue calzature preferite (che sono rosse, certo, ma sono soprattutto malandate) e per farlo attraverseresti anche l’intero centro commerciale, pur di raggiungere il calzolaio, che a malapena ha l’insegna fuori dal suo piccolo negozio.
E se hai una certa fretta di riparare le tue scarpe, non solo non entrerai nel negozio di abbigliamento, ma è probabile che tutta questa invadenza inutile verso le tue necessità ti venga a noia, facendoti passare per sempre la voglia di metterci piede, in quel negozio.

intento di ricerca scarpe rosse

In passato l’effetto “vetrina luccicante” funzionava alla grande, complice anche la grande confusione dei centri commerciali. Entravi per far risuolare le scarpe, e uscivi con un televisore (e le scarpe ancora rotte). Oggi siamo un po’ più furbi, abbiamo meno tempo da perdere, e di vetrine luccicanti ne abbiamo un po’ le balle piene. Inoltre, grazie alla segnaletica e all’ufficio informazioni ci va poco a raggiungere il tanto desiderato calzolaio; è diventato difficile perdersi o, peggio, stancarsi di cercare e andare in un altro centro commerciale.

Queste sono le stesse attenzioni che i motori di ricerca riservano ai propri utenti, solo che al posto della segnaletica e della vigilanza ci sono i Googlebot e tanti strumenti di analisi e valutazione dei contenuti online. Non ha più senso, quindi, scrivere “scarpe rosse” fuori dai negozi che vendono magliette o, per dirla in chiave SEO, fare uso di parole chiave non pertinenti e fornire informazioni inutili rispetto all’intento di ricerca del lettore.

KEYWORD, SEMAFORI VERDI E RICCHI COTILLON

Spesso, quando si parla di comunicazione e marketing, si tende a confondere il mezzo con il fine. I dati diventano un punto di arrivo, senza mai sforzarsi di interpretarli. I semafori verdi di Yoast si trasformano in un successo formidabile, dimenticandosi di controllare poi il posizionamento di quel testo nella SERP (e, soprattutto, il numero di visite, cioè quanto quell’articolo sia stato utile per le persone).

Scrivere per la SEO (che abbiamo appena detto essere sinonimo di “scrivere per il lettore”) non è una questione di semafori e keyword density: questi ultimi dovrebbero essere dei semplici strumenti guida a servizio dei professionisti, per valutare a grandi linee quanto abbiamo appena scritto.

scrittura SEO friendly semaforo verde yoast

Le parole chiave sono quell’elemento con cui comunichiamo un servizio, prodotto o novità al motore di ricerca. Quest’ultimo è intelligente a tal punto da capire quando mostrare i nostri contenuti al pubblico più in linea con la nostra offerta. (A patto, ovviamente, che quest’ultima possa interessare davvero a qualcuno.)

I motori di ricerca vanno aiutati, non raggirati!

Giocare sporco con le keyword a volte funziona. Ma fidati, non dura molto. Usarle con criterio, invece, può davvero dare i suoi frutti e garantirti il posizionamento e la visibilità che meriti (se il tuo prodotto la merita davvero). Come fare?

  • Sviluppa le parole chiave come e dove ha senso farlo (come, ad esempio, titolo e corpo), ma non esagerare.
  • Lavora sodo sulla semantica, sviscerando l’argomento in ogni sua sfaccettatura.
  • Analizza a fondo l’intento di ricerca tramite la SERP, i forum, i social media e tanti altri strumenti.

Per vincere ricchi premi e cotillon, vale a dire visibilità e traffico, non basta un semaforino verde e una keyword ripetuta a pappagallo. Serve ciccia signori miei, ciccia da leggere!

SCRIVERE SEO NEL 2018: TUTTO CHIARO

E invece no, non sarà mai chiaro. La tecnologia evolve: intelligenza artificiale, ricerca vocale e contenuti video sono solo alcune delle novità degli ultimi anni e che stanno cambiando il modo di fare comunicazione. Pensare di aver imparato l’arte e potersi finalmente rilassare, significa fare la fine della Nina e della scrittura SEO friendly del 2006.

scrivere testi seo friendly yoda

Fare o non fare (SEO). Non c’è provare.” E per realizzare contenuti buoni per l’utente e per i motori di ricerca, ahimè, bisogna restare al passo con i cambiamenti.
Scrivere testi in ottica SEO è un’arte per duri e puri. C’è da gestire il committente, il SEO specialist, i siti competitor che giocano sporco, quelli che hanno lavorato bene già da tempo e, in cima a tutto, soddisfare le richieste degli utenti.

Insomma, una robetta da niente.

About Nina

Il mio primo cliente mi definì una "copy entusiasta". Da allora, mi piace portarmi questa definizione sulle spalle in ognuno dei lavori che mi vede coinvolta. Web Writer, SEO copywriter ed esperta di contenuti per il web: dai blog ai siti istituzionali, dalla scrittura di testi per landing page fino alla redazione di schede prodotto per e-commerce. Mi occupo di comunicazione e marketing dal 2008, inseguo esperienze di vita e giro il mondo portando nello zaino il mio computer e tanto, tanto entusiasmo.