Ti prego, non viaggiare.

20 agosto 2018|Cronache di viaggio

Viaggiare è pericoloso.

Ma se proprio devi farlo, non allontanarti troppo da casa tua. Venire qui, dall’altra parte del mondo, è una gran fatica. Non ne vale la pena: rimarresti deluso, ed è molto probabile che le cose non vadano come avevi programmato tu.

Qui ti tocca fare i conti con una cultura diversa. Molto diversa. No, non parlo solo della lingua: saper parlare inglese è importante, ma non ti salverà dallo scontro con una realtà così distante dal tuo mondo. Troverai cose che non ti piacciono, imprevisti con cui fare i conti, esperienze e situazioni mai vissute prima.

Più andrai lontano dai luoghi che conosci, peggio sarà.

E quel che è terribile, è che per fare i conti con tutto quello che ti aspetta, non potrai più contare sul tuo solito modo di pensare, sui tuoi valori di sempre, su quelle certezze con cui hai costruito e protetto una vita intera. Ti sentirai spaesato e confuso, e quelle che fino a ieri erano le convinzioni che ti facevano sentire “al sicuro”, all’improvviso non funzioneranno più.

non viaggiare

Scoprirai che esistono luoghi in cui ciò che è giusto, bello o prioritario è ben diverso dalla scala di valori della tua cultura. Ci sono contesti in cui la vita è una cosa talmente effimera che la morte è considerata normale, ordinaria, quotidiana. Si nasce con la stessa facilità con cui si muore, e l’esistenza di ogni individuo altro non è che un piccolo soffio nell’universo. E quella che a te potrebbe sembrare indifferenza, cattiveria, incompetenza, potrebbe più semplicemente essere un modo diverso di vivere, caratterizzato da un maggiore distacco e consapevolezza.

Esistono nazioni in cui la vita di una persona, compresa la tua, non ha un grande valore. Paesi in cui si muore ancora per un raffreddore o per un taglio infetto, dove attraversare la strada è più pericoloso come non mai, e dove sopravvivere all’infanzia è considerato un miracolo. Luoghi in cui le persone vengono tenute in una condizione di ignoranza, povertà e miseria, perché così sono più facili da controllare. Ci siamo passati anche noi, nella nostra storia. Lo abbiamo chiamato Medioevo; ma chissà come mai, quando si tratta degli altri tendiamo a parlare di colpa, quando riguarda noi lo chiamiamo progresso.

È bene che tu sappia che queste nazioni sono spesso le stesse dove potrai fare una vacanza da re spendendo due soldi, e goderti il tuo meritato relax fra piscine, resort e location paradisiache. Non azzardarti, però, a chiederti come mai hai speso così poco: fare i conti con la povertà, lo sfruttamento e le condizioni sociali della gente del posto potrebbe non piacerti.

Se devi prendere un aereo per avere un timbro in più sul passaporto e raccontare agli amici la lista dei luoghi visitati, non viaggiare.

non viaggiare

Se non ti interessa sapere cosa si nasconde dietro tutti quegli atteggiamenti che ti danno fastidio, che non riesci a comprendere e che vanno contro i tuoi principi, non viaggiare.

Se non sei disposto a cambiare idea, a mettere in discussione le tue convinzioni, a lasciare che un imprevisto cambi i tuoi piani di viaggio e ti insegni cosa significhi vivere in zone dove la precarietà dell’esistenza è il pane quotidiano… no, non viaggiare.

Potresti ritrovarti in situazioni nuove (piacevoli e non), e potrebbe essere necessario affrontarle mettendo da parte le regole e i meccanismi che hanno sempre funzionato “a casa tua”.

Se scegli di viaggiare, fallo consapevolmente.

Metti in conto che potrai avere torto, e che potresti non capire cosa succede intorno a te, e che per quanto tu possa essere intelligente, esperto di viaggi o ben informato, sono più le cose che ancora non conosci di quelle che hai già scoperto. E non è un male: è normale.

Vivi il tuo viaggio, osserva cosa accade intorno a te (ma anche dentro di te), sii curioso di capire e, soprattutto, di ascoltare. Perché spesso l’unico modo per fare di un viaggio un’esperienza di vita è quello di rimanere in silenzio. Sospendi il giudizio: sii umile, osserva e metti da parte te stesso. Scoprirai che non c’è niente da perdere nel dover cambiare sistema di credenze:

si chiama crescita, ed è quanto di più bello un viaggio possa regalarti.

non viaggiare cambiamento

About Nina

Il mio primo cliente mi definì una "copy entusiasta". Da allora, mi piace portarmi questa definizione sulle spalle in ognuno dei lavori che mi vede coinvolta. Web Writer, SEO copywriter ed esperta di contenuti per il web: dai blog ai siti istituzionali, dalla scrittura di testi per landing page fino alla redazione di schede prodotto per e-commerce. Mi occupo di comunicazione e marketing dal 2008, inseguo esperienze di vita e giro il mondo portando nello zaino il mio computer e tanto, tanto entusiasmo.